Per scuole, strutture sanitarie, edifici pubblici e immobili privati esistenti in Puglia, la domanda «è sicuro?» richiede prima di tutto di definire scopo e livello della valutazione. Barletta, Trani, Andria e molti comuni pugliesi ricadono in territori dove la progettazione e la gestione del patrimonio devono tenere conto dell’azione sismica, ma vulnerabilità, rischio, agibilità e conformità non sono sinonimi.

Vulnerabilità, pericolosità ed esposizione sono grandezze diverse

La Protezione Civile definisce la vulnerabilità come la propensione di una struttura a subire un certo livello di danno per un evento sismico di data intensità. Il rischio nasce invece dall’unione di pericolosità del sito, vulnerabilità della costruzione ed esposizione di persone, funzioni e beni.

Due edifici con caratteristiche strutturali simili possono quindi avere conseguenze attese diverse se ospitano funzioni differenti. Un ospedale o una sede operativa per l’emergenza richiedono particolare attenzione alla continuità funzionale, non soltanto alla salvaguardia della vita.

  • Pericolosità del sito
  • Vulnerabilità della costruzione
  • Persone e beni esposti
  • Funzione strategica o rilevante
  • Continuità operativa attesa

Quando la valutazione della sicurezza diventa necessaria

Le NTC 2018 disciplinano la valutazione della sicurezza delle costruzioni esistenti e individuano circostanze in cui occorre procedere, per esempio riduzione evidente della capacità resistente, errori di progetto o costruzione, cambio d’uso con incremento dei carichi o interventi strutturali rilevanti. La verifica va collegata al caso concreto e al capitolo 8 delle norme.

Per edifici e opere strategiche o rilevanti, l’OPCM 3274/2003 ha introdotto specifici obblighi di verifica, con priorità per le zone sismiche 1 e 2. La classificazione dell’opera e gli atti regionali applicabili devono essere accertati: non basta che l’edificio sia semplicemente pubblico.

Il primo prodotto è il piano delle indagini

Prima del modello numerico si ricostruiscono geometria, schema resistente, fondazioni, materiali, dettagli costruttivi e trasformazioni. Progetto originario, deposito sismico, collaudo, varianti e interventi successivi riducono le incertezze soltanto se sono coerenti con lo stato reale.

Il piano delle indagini deve essere proporzionato alla struttura e agli obiettivi. Rilievi, saggi, prove sui materiali e caratterizzazione del terreno non sono una lista standard da moltiplicare per i metri quadrati: servono a rispondere a domande precise del modello e a raggiungere un livello di conoscenza dichiarato.

  • Accesso agli archivi
  • Rilievo geometrico e strutturale
  • Dettagli di armature o tessitura muraria
  • Prove sui materiali
  • Quadro geologico e geotecnico
  • Trasformazioni e dissesti osservati

Livello di conoscenza e fattore di confidenza

Le informazioni disponibili determinano il livello di conoscenza della costruzione. Geometria, dettagli costruttivi e proprietà dei materiali devono essere documentati; alle incertezze è associato un fattore di confidenza che incide sulle verifiche.

Non è corretto scegliere prima il livello più favorevole e cercare dopo le prove minime. Il percorso deve mostrare come ogni dato sia stato acquisito, quali parti siano state direttamente controllate e quali assunzioni restino nel modello.

Il modello deve rappresentare l’edificio reale

Il calcolo considera masse, rigidezze, resistenze, diaframmi, collegamenti, irregolarità, fondazioni e interazione con il terreno secondo il livello di approfondimento richiesto. Tamponamenti, aperture, giunti e corpi aggiunti possono modificare il comportamento e non vanno esclusi per comodità quando risultano influenti.

La relazione deve dichiarare software, metodo di analisi, azioni considerate, combinazioni, meccanismi verificati e limiti. Un indice finale senza tracciabilità non permette al proprietario o all’amministrazione di capire da quale carenza derivi il risultato.

Come leggere l’indice di sicurezza ζE

Le NTC esprimono il livello di sicurezza anche attraverso il rapporto ζE tra l’azione sismica massima sopportabile dalla struttura e l’azione che si utilizzerebbe per una nuova costruzione sullo stesso sito. Il valore va riferito allo stato limite e alla verifica che lo ha determinato.

ζE non è una percentuale di probabilità che l’edificio crolli e non è un voto generale. Il valore minimo può dipendere da un meccanismo locale, da un elemento o da una combinazione; per questo va letto insieme a periodo di ritorno, stato limite, classe d’uso, vita nominale, unità strutturale e criticità riscontrate.

  • Stato limite di riferimento
  • Azione sopportabile e azione di progetto
  • Verifica o meccanismo governante
  • Classe d’uso e vita nominale
  • Ipotesi e livello di conoscenza

Verifica sismica, agibilità e collaudo non coincidono

L’agibilità ordinaria riguarda le condizioni previste dal Testo unico dell’edilizia e non sostituisce una valutazione sismica. La scheda AeDES, usata dopo un terremoto, è invece un rilievo speditivo di danno e agibilità nell’emergenza: non è la verifica numerica di vulnerabilità del singolo edificio.

Neppure il collaudo statico originario rende inutile ogni futura valutazione. Un edificio può essere stato regolarmente collaudato secondo le norme dell’epoca e richiedere oggi una verifica per cambio d’uso, degrado, trasformazioni o finalità di prevenzione.

Dall’esito alle priorità d’intervento

La relazione deve separare carenze locali, criticità globali, elementi non strutturali e problemi documentali. Le opzioni possono comprendere eliminazione di vulnerabilità locali, rafforzamento locale, miglioramento o adeguamento sismico, secondo presupposti e obiettivi normativi differenti.

Il professionista non dovrebbe trasformare automaticamente l’indice più basso in un progetto standard. Prima occorre verificare la sensibilità del modello, la qualità dei dati, le interferenze impiantistiche e architettoniche, la continuità delle attività e il rapporto tra riduzione del rischio, costi e tempi.

Che cosa deve ricevere il committente

Un incarico ben definito indica edificio e unità strutturali, documenti disponibili, campagna d’indagine, prestazioni incluse, stati limite, elaborati e attività escluse. Per strutture sanitarie e scuole va chiarito se siano compresi rilievo degli elementi non strutturali, vulnerabilità funzionale e scenari di intervento.

La consegna dovrebbe comprendere quadro documentale, rilievi, certificati di prova, relazione geologica o geotecnica quando necessaria, modello di calcolo, verifiche, indici, mappe delle criticità e conclusioni operative. Le lacune residue devono essere esplicite: una stima preliminare non va presentata come verifica completa.

  • Obiettivo e riferimenti normativi
  • Livello di conoscenza raggiunto
  • Prove e certificati allegati
  • Modello e verifiche riproducibili
  • Indici distinti per stato limite
  • Carenze e priorità
  • Limiti dell’incarico

Domande frequenti

Un indice ζE inferiore a 1 rende automaticamente inagibile l’edificio?

No. ζE confronta la capacità sismica valutata con la domanda assunta per una nuova costruzione e va interpretato nel quadro normativo e funzionale. Non coincide da solo con un provvedimento di agibilità o sgombero.

La verifica di vulnerabilità si può stimare soltanto a metro quadrato?

Il parametro superficiale può servire per una previsione iniziale, ma il costo reale dipende da tipologia, documenti, accessibilità, numero di corpi, prove, terreno, modellazione e livello di conoscenza richiesto.

La scheda AeDES sostituisce la verifica sismica?

No. La scheda AeDES è uno strumento speditivo per danno e agibilità nell’emergenza post-sismica; la valutazione di sicurezza richiede rilievo, conoscenza e analisi secondo le norme tecniche.

Fonti consultate

Riferimenti istituzionali verificati il 8 ottobre 2026. La disciplina e i dati vanno applicati al caso concreto e alla data dell’incarico.